domenica 30 novembre 2014

CLIMBING RESCUE SKILLS




Last week OPT Members Roberto Lorenzani, Attila and Michele Dalla Palma spent four days in an intense training course to improve their skills in the mountain rescue and for the height works. It was a very interesting experience and a good occasion to reinforce our friendship!






La scorsa settimana i membri dell'OPT Roberto Lorenzani, Attila e Michele Dalla Palma hanno trascorso quattro giorni in un corso di formazione intensa per migliorare le loro competenze nel soccorso alpino e per i lavori in altezza. E 'stata un'esperienza davvero interessante ed anche una buona occasione per rafforzare la nostra amicizia!

 

giovedì 27 novembre 2014

GROENLANDIA 2014



E '3 Agosto 2014 sono seduto sull'aereo diretto in Islanda. Da lì partirà poi il nostro viaggio in Groenlandia. L'anno scorso io e Ralph abbiamo svernato in barca a vela, e quindi anche quest'anno ci siamo diretti a nord-est della Groenlandia. 




Ho imparato a conoscerlo molti anni fa come un cliente e da allora ci siamo uniti in una speciale amicizia. Solo l'anno scorso però ho scoperto che in montagna  avevamo un feeling spettacolare e così scoprimmo il nostro obiettivo: le spedizioni esplorative di arrampicata ed alpinismo. Infatti nelle nostre spedizioni non si tratta tanto di difficoltà di arrampicata, ma piuttosto di passione per l'intera avventura.



Decidemmo quindi di partire assieme per scoprire e studiare le zone sconosciute della Groenlandia. In 4 giorni di barca a vela si attraversa il Nord Atlantico e raggiungiamo la costa orientale della Groenlandia, all'incirca 400 km a nord del Circolo Polare Artico. Il mare per me però rappresenta l'orrore. Continui sballottolamenti, scosse e onde mi costringono a passare le prime 72 ore chiuso nel mio sacco a pelo, al riposo. Ralph invece, nella sua pace e serenità infinita, oltre che alla sua grande esperienza, naviga con fiducia attraverso la tempesta alla volta della Groenlandia.



Infine la vediamo, la montagna, e finalmente le cose migliorano il morale che si era un po' abbattuto. Con po 'di fortuna troiamo subito il perfetto ancoraggio e ci gettiamo subito all'esplorazione. Da qui, per poter arrivare alle pareti, ci tocca attraversare una buona parte di morene e ghiacciaio. Poi si sale sopra il crepaccio terminale e da lì arrampichiamo un ripido canale di neve tra le rocce. 



Giunti alla parete si comincia subito con un paio di tiri di 7 ° grado, e poi su, fino alle creste del West Ridge e poi avanti fino alla vetta. Affrontiamo la discesa in corda doppia scendendo dalla parete sud, ma siamo costretti ad usare chiodi singoli. Facciamo una fatica immane, siamo snervati, e solo dopo sedici ore di discesa riusciamo a rientrare alla barca. 



Dopo questa avventura, il ritorno in Islanda risulta molto più tranquillo e rilassato. Il vento e il tempo si dimostrano gentili, tanto che riesco perfino a concedermi un po' di divertimento in barca a vela.

Harald Fichtinger



Es ist der 3. August 2014 und ich sitze im Flugzeug nach Island. Nach unserer Grönlandreise im letzten Jahr haben wir Ralphs Segelboot dort überwintert, um heuer wieder gemeinsam Richtung Nordostgrönland starten zu können. Ralph lernte ich vor vielen Jahren als Kunde kennen und seitdem hat sich daraus eine gute freundschaft entwickelt. Aus dem Abenteurer und Segler wurde so zusätzlich noch ein bergsteiger. Ralph entdeckte letzten Winter einen Bericht, in dem ein spektakulärer Berg beschrieben war, der zwar schon 1822 von William Scoresby entdeckt und benannt, aber noch nie bestiegen wurde. Somit war unser Ziel gefunden, die 1200m hohe Kirken auf Liverpoolland. Bei unserer Expedition geht es nicht um die ultimativen Kletterschwierigkeiten, sondern vielmehr um das gesamte Abenteuer. Wir sind nur zu zweit, weit abseits von jeglicher Zivilisation und auch hilfe. Im Gebiet gibt es Eisbären und wir müssen sicherstellen, dass wir eine geeignete und vor allem sichere Bucht für unser Boot finden. Das ist der spannendste Teil, weil wir das Boot auf keinen Fall verlieren dürfen während wir beim Klettern sind. In 4 Tagen überqueren wir den Nordatlantik und erreichen die Ostküste Grönlands ca. 400 km nördlich des Polarkreises. Unser Schiff ist eine Alu-Yacht mit einer Länge von 45 Fuss und relativ komfortabel eingerichtet. Das Segeln ist für mich der Horror, der ständige Gegenwind und das sich
daraus ergebende Schaukeln verbannen mich für die ersten 72 Stunden non-stop in meinen Schlafsack. Ralph, in seiner unendlichen Ruhe und Gelassenheit, segelt uns während dieser Zeit souverän durch den Sturm nach Grönland. Endlich sehen wir den Berg zum ersten mal live und so bessert sich auch meine bereits fortgeschrittenen Demotivation schlagartig. Mit etwas Glück finden wir die perfekte Ankerbucht und somit ist die erste Hürde überwunden. Über sehr lose Moränen erreichen wir einen mäßig steilen und spaltenarmen Gletscher, der uns  den Zugang zu einem Pass auf ca. 700 Meter Meereshöhe ermöglicht. Von hier haben wir einen guten Einblick auf die Kirken und können den Weiterweg planen. 200HM absteigend durch ein steiles Schneecolouir erreichen wir den Fuß des Berges. Danach geht es über den Bergschrund und durch eine steile, zwischen Felsen eingebettete Schneerinne zum Beginn der Felsschwierigkeiten. Nach einigen Seillängen im 7. Grad kommen wir auf eine Gratschulter, von der es über den Westgrat in Richtung Gipfel weitergeht. Der Höhepunkt der Abenteuers ist im wahrsten Sinne des Wortes erreicht. Beim Abseilen durch die Südwand müssen wir den einzigen Bohrhaken setzten und nach 16 stunden sind wir wieder am Boot. Zurück nach Island geht es wesentlich entspannter, der Wind und das Wetter sind uns gnädig und so finde auch ich zu Letzt noch ein bisschen Spaß am Segeln.

Harald Fichtinger

lunedì 17 novembre 2014

FOTOREPORTAGE

La mia ultima "fatica", un libro in cui ho messo tutta la mia anima e capacità di osservare il mondo, costruita in trent'anni di vagabondaggi negli angoli più nascosti e lontani del pianeta. 
320 pagine di immagini ed esperienze, sarà nelle librerie dal 1° settembre.

Michele Dalla Palma

giovedì 13 novembre 2014

GAULOISES RAID EP 1



Nel 1995 Roberto Lorenzani, assieme a cinque compagni, rappresentó ufficialmente l'Italia, che partecipava a questa competizione mondiale per la prima volta, al Gauloises Raid svoltosi in quell'anno nella zona patagonica tra Argentina e Chile.

domenica 19 ottobre 2014

LA PRESANELLA



Siamo al 27 agosto 1864. Douglas William Freshfield, Melwill Beaachcrof e James Douglas Walker raggiungono la vetta della Presanella. È mezzogiorno. «Non appena passò la prima eccitazione per la vittoria, cominciammo a guardare con interesse la nuova regione alpina che si estendeva ai nostri piedi – testimonia Freshfield –. Il massiccio centrale dell’Adamello era davanti a noi per la prima volta. Era un immenso blocco, grande tanto che sarebbe bastato a fornire materiale per una mezza dozzina di splendide montagne. Ma di fatto era una sola». 




Il 4 giugno si aprono le commemorazioni per il 150° anniversario delle prime esplorazioni delle Dolomiti. Fino al 1864 le «terre alte», dall’Adamello al Brenta, erano infatti inesplorate, regno incontrastato della fauna selvatica. Da quell’anno invece è tutta una gara, su e giù per le creste. John Ball, irlandese, primo presidente dell’Alpine Club di Londra, accompagnato da Bonifacio Nicolussi attraversa le guglie della Bocca di Brenta, il valico principale che congiunge le Dolomiti di queste valli, oggi patrimonio Unesco. È il 22 luglio.




Pochi giorni dopo la salita a cima Presanella, 3.558 metri, con Freshfield e i suoi compagni. Ancora poche settimane e il 15 settembre Julius von Payer, boemo, insieme a due guide della val Rendena, Girolamo Botteri e Giovanni Caturani, conquisterà – proprio questo era il sentimento dell’alpinista – il grande Adamello. E il giorno successivo tenterà con Botteri di far sua anche la vetta della Presanella, scoprendo con disappunto di essere stato preceduto. Nelle immagini, la salita alla Presanella dalla cresta Nord/est.
Piergiorgio Vidi


It's the 27th of August 1864, Douglas William Freshfield, Melwill Beaachcrof and James Douglas Walker reach the summit of Presanella. It's midday. "As soon as it passed the first excitation for the conquer, we began to look forward to the new Alpine region that stretched at our feet - testifies Freshfield -. The central massif of the Adamello was in front of us for the first time. It was a huge block, so large that it would be enough to provide material for half a dozen of beautiful mountains. But practically it was just one. "

On June the 4th, the celebrations for the 150th anniversary of the first explorations of the Dolomites has opened. Up to 1864 the "highlands" from Adamello to Brenta, were in fact unexplored and undisputed proprety of the wildlife. But from that year on it began to become a whole race up and down the ridges. John Ball, Irish, first president of the Alpine Club of London, accompanied by Bonifacio Nicolussi through the spiers of the Bocca di Brenta, the main mountain pass that connects the valleys of the Dolomites, Unesco heritage today. It's July 22nd.

A few more weeks and on September the 15th Julius von Payer, Bohemian, along with two guides of Val Rendena: Girolamo Botteri and
 Giovanni Caturani, won the Big Adamello. The next day with Botteri also attempted to make its way to the peak of the Presanella and discovered with dismay that he had been beated. 

In the images shows the climb to the 
North / East ridge of Presanella.
Piergiorgio Vidi

mercoledì 24 settembre 2014

LA SUPERSTIZIONE DELLA TORRE DELLO ZIRO



Durante questo periodo estivo, delle tante escursioni in costiera ho avuto l'occasione di accompagnare una coppia di sposini americani alla torre dello Ziro. Comoda e semplice passeggiata, alla portata della giovane coppia in luna di miele che, in maniera originale, ci ha chiesto di voler trascorrere una giornata diversa in Costiera Amalfitana. E così gli ho proposto l’occasione di osservare questi splendidi luoghi da un diverso punto di vista, perché la Torre dello Ziro è un punto panoramico speciale di Amalfi, un po’ nascosto, dove dall'alto puoi osservare i villaggi della costa , le case, le piazze, le persone in spiaggia, senza essere visto. Partendo da Ravello siamo scesi nel borgo medievale di Pontone, da dove è iniziata la passeggiata ombreggiata tra Pini Marittimi e rovine di un antico castello normanno. Dopo pochi chilometri eccoci tra i resti del forte medievale abbandonato che torreggia su Amalfi ed Atrani. La Torre dello Ziro, antico luogo simbolo della passata storia della Repubblica Marinara di Amalfi, poiché luogo dove uno dei dogi imprigionò la sua moglie per adulterio. La sfortunata donzella era la famosa Giovanna d’Aragona, conosciuta meglio come Giovanna la Pazza. La Torre tuttora è luogo di grande superstizione per gli abitanti di Amalfi, poiché codesto doge amalfitano decise di assassinarla addirittura li nella torre.


During this summer, of many excursions on the Amalfi Coast I had the opportunity to take a newlywed couple Americans to the tower of Ziro. The young couple asked me to spend a different day on the Amalfi Coast. And so I suggested an opportunity to observe these beautiful places from a different point of view, because the Ziro's Tower is a special viewpoint of Amalfi, a little hidden, from where you can observe the villages of the coast, houses, the streets, the people at the beach, without being seen. From Ravello we went down to the medieval village of Pontone, where the walk started shaded by maritime pines and ruins of an ancient Norman castle. After a few kilometers we were among the ruins of the abandoned medieval fort that towers over Amalfi and Atrani. The Tower of Ziro is an ancient symbol of the past history of the Maritime Republic of Amalfi. The Tower is still a place of great superstition for the inhabitants of Amalfi, because in the miths an Amalfi doge assassinate his wife inside the tower.

Michele Inserra